Il lavoro proposto rappresenta un’esperienza didattica, inserita in una UdA dal titolo “Alla ricerca del Carbonio”, che prende spunto dal racconto “Carbonio” dell’opera Il sistema periodico di Primo Levi. Il racconto suggerisce semplici esperimenti da realizzare in laboratorio in cui sono coinvolti composti del carbonio: le reazioni eseguite manifestano variazioni macroscopiche (formazioni di precipitati, variazioni di colore, sviluppo di gas) evidenze sperimentali di trasformazioni chimiche.
Questo contributo offre un esempio di esperienza di formazione-insegnanti realizzata in ambito francofono, fondata sulla didattica per competenze e l’utilizzo di situazioni-problema per il superamento di concezioni difformi relative al concetto di neutralizzazione e di punto di equivalenza nelle titolazioni acido-base. Esso mette in evidenza le difficoltà concettuali degli allievi, ma anche quelle dell’insegnante nella gestione di una prassi didattica non trasmissiva. Riteniamo che possa essere di ispirazione sia ai titolari dei corsi di didattica della chimica che agli insegnanti della scuola secondaria.
In una logica curriculare, che promuove l’approccio per competenze, abbiamo proposto a un insegnante principiante due situazioni-problema sulle titolazioni acido-base affinché le sperimentasse nella sua classe di “Scienze Sperimentali” dell’ultimo anno della scuola secondaria (17-18 anni) in Mali. L’analisi dello svolgimento di questa sequenza evidenzia due dimensioni, didattica ed epistemologica, che si manifestano nella formazione continua dell’insegnante all’applicazione di un approccio socio-costruttivista, alla cura del rapporto teoria-esperienza e alla discussione dei limiti dei modelli, ma anche nella messa in evidenza (e nel superamento da parte degli allievi) degli ostacoli che si frappongono alla comprensione del concetto di neutralizzazione acido-base.
Anche se a scuola si introduce sempre prima l’idea di atomo, bisogna ammettere che parlare di qualcosa di cui non si ha esperienza diretta può creare disagio agli studenti. Menzionare i filosofi antichi aiuta certo a rendere accettabile la discussione, ma non risolve il problema; presentare subito i risultati finiti della scienza, invece, non si può proprio fare. Come arrivarci più gradualmente? Una possibilità è quella di ripercorrere le principali tappe dell’esplorazione di questo concetto.
L’Autore ricorda due sue testimonianze parigine molto diverse fra loro: la prima durante la contestazione studentesca del maggio francese del 1968 e la seconda in un evento musicale ricco di empatia giovanile.